I segreti del linguaggio del corpo

Cal Lightman, "Lie to me"

Cal Lightman, “Lie to me”

La recente serie televisiva “Lie to me” ha fatto credere a molti di noi di poter scoprire in pochi secondi se qualcuno ci sta mentendo. In effetti il protagonista Tim Roth, il cui personaggio è ispirato allo psicologo Paul Ekman, riesce a riconoscere le bugie osservando le microespressioni del volto ma si tratta di  scienza, non fantascienza, come recitava un vecchio spot anni ’80.
Per questo, quando si parla di linguaggio del corpo, è doveroso premettere che bisogna andare cauti. Infatti un gesto di per sé non ha uno specifico significato simbolico e non è possibile estrapolarlo dalla cornice all’interno della quale è inquadrato: va analizzato nel contesto psico-sociale nel quale si realizza e, per una corretta analisi, vanno considerati più segnali insieme. Un gesto può fuorviare moltissimo e per analizzarlo bisogna leggerlo nell’insieme del corpo della persona, capire se è coerente con l’aspetto verbale e osservarlo nel contesto in cui si trova la persona.
Occorre intanto stabilire una vera e propria scala gerarchica di credibilità, in relazione alla veridicità dei segnali non verbali e alla loro interpretazione, poiché molte informazioni di natura non verbale sfuggono al nostro controllo. Pertanto riconosciamo:

  1. segnali automatici sono i più sicuri, perché non dipendono da noi, come impallidire o arrossire;
  2. I segnali delle gambe e dei piedi, difficilmente gestibili (il piede che batte sul pavimento, i calci in aria, gli spostamenti delle gambe, etc);
  3. I segnali offerti dallo spostamento del tronco offrono un buon grado di veridicità: non è possibile, infatti, mantenere a lungo il controllo del busto, che denota lo stato tensionale del corpo (se una persona è annoiata dal nostro discorso farà fatica a mantenere la posizione eretta, al contrario di chi sarà interessato che sarà difficile vedere in posizione di abbandono);
  4. La gestualità è un po’ meno veritiera perché più controllabile, anche se ci sono molti segni gestuali che sono inconsapevoli;
  5. Le espressioni del volto, che  sono le più manipolabili. Pensiamo, ad esempio, a quante volte abbiamo usato il nostro sorriso di circostanza.

I gesti che possiamo fare con le mani o con le braccia sono davvero troppi per poter essere analizzati in poche righe. Ci limiteremo allora a consigliare la postura adeguata da tenere di fronte ad una platea. Si tratta di dimostrare con il corpo, oltreché con le parole, la nostra convinzione in ciò che stiamo dicendo. Per questo la posizione del corpo deve essere ben eretta e salda, con le gambe leggermente divaricate e con le mani che si muovono all’altezza del busto. Ovviamente dobbiamo sembrare il più possibile naturali nei movimenti evitando di somigliare ad un robot. Dobbiamo invece evitare tutte le forme di chiusura, quali le mani dietro la schiena o in tasca o le braccia conserte. Dobbiamo inoltre evitare eccessivi movimenti che potrebbero trasmettere insicurezza o addirittura distrarre il nostro uditorio, come spostarsi in avanti e indietro o lateralmente o spostare il nostro peso su una gamba.
Le nostre mani devono accompagnare le nostre parole, i toni, le cadenze, per enfatizzare dei passaggi importanti. E’ fondamentale che i gesti e soprattutto l’espressione del viso siano adeguati all’argomento di cui si sta parlando. Per esempio, se stiamo dicendo di essere contenti di parlare davanti ad una platea, dobbiamo dimostrarlo con la voce e con il volto, esprimendo il piacere di trovarsi in quel contesto.
Padroneggiare il proprio corpo quando parliamo in pubblico non è facile, ma si può imparare attraverso l’esercizio, osservando e ascoltando chi ci sta intorno.

di Massimiliano Cavallo
presidente associazione culturale Open mind

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3 commenti

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3 risposte a “I segreti del linguaggio del corpo

  1. ho visto tutte le serie e mi è dispiaciuto moltissimo che non hanno voluto più continuare .. ma sicuramente l’occhio critico non è mancato!

  2. Massimiliano

    Già… la serie è bellissima è Tim Roth strepitoso. La serie tv è ispirata a Paul Ekman, il quale ha supervisionato tutte le puntate. Ecco qui la lista dei suoi libri, ne ho letti un paio e sono davvero interessanti anche se molto scientifici :Giù la maschera. Come riconoscere le emozioni dall’espressione del viso (2007) ;Te lo leggo in faccia. Riconoscere le emozioni anche quando sono nascoste. (2008); Le bugie dei ragazzi. Frottole, imbrogli, spacconate: perché i nostri figli ricorrono alla menzogna? (2009);
    Felicità emotiva. (2010); I volti della menzogna. Gli indizi dell’inganno nei rapporti interpersonali. (2011); La seduzione delle bugie. (2011).

  3. Pingback: Le buone mani della Merkel? | Open mind

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